IL MINI: come, quando e perchè.

La scelta non è stata casuale.

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Il Mini è come un’idea che ti si infila sotto la pelle, tra i capelli, nei pensieri e perfino nei sogni.

Ed è per questo che poi ti chiedi “Che si fa?! Ci provo?!” La risposta è si, ovviamente.

Dopo tanto navigare sulle derive, tra classi olimpiche e attività nelle squadre nazionali, a me è venuto spontaneo desiderare di conoscere anche l’attività della vela d’altura, quella vera, che in Francia chiamano course ou large, e di mettere piede nel mondo delle regate lunghe, dove le boe sono dei punti sul GPS e la sera non ci si mette a cena con le gambe sotto a un tavolo ma ci si dà il cambio al timone sotto un cielo pieno di stelle.

Per un caso del destino un giorno d’estate ho conosciuto Michele Zambelli a Rimini pochi mesi prima che partisse per la Mini Transat del 2015; l’ho raggiunto perché ero venuta a sapere che stava organizzando delle uscite in mare con il suo Mini 342, barca con cui aveva già partecipato ad una Transat due anni prima, ed è lì che è scattata la scintilla.

La giornata è stata meteorologicamente perfetta (chi l’avrebbe detto, Rimini d’estate..), e Michele, da bravo marinaio e attento osservatore mi ha messa subito alla prova. Mi ha fatto sudare nelle prime manovre, così diverse da tutte quelle che avevo compiuto durante la mia vita velica fino a quel momento.

Non appena sono salita sul treno per tornare a casa ho messo per iscritto ogni cosa nuova che avevo sentito e provato a fare durante quella giornata.

Dopo qualche giorno ho acquistato il libro di meteo e strategia di Bernot, passo obbligato per cominciare a sognare i mari aperti e le onde lontane con un pizzico di concretezza in più.

Non so esattamente quando ho deciso di passare dal sogno al progetto vero e proprio, però ricordo bene quando il progetto è partito!

E’ stato esattamente quando ne ho parlato per la prima volta con Laura Doria, il cuore dell’ufficio stampa di Michele ed ora anche il mio.

Non appena le ho detto “Ehi Laura! Ho in mente un progetto sul Mini, tu che ne pensi? Ci staresti?” lei non ha esitato un secondo a dirmi di si! Non avevo niente in mano, ma mi sono sentita ricca di fiducia e motivazione. Mi sono detta “ E’ questa la strada giusta!” e siamo partite.

Ho cominciato a cercare un Mini che facesse al caso mio; stavo cercando un Serie da poter noleggiare, e ci è voluto qualche mese prima che venissi a conoscenza di un Pogo2 fermo da un anno e mezzo a Olbia.

Ho provato a contattare il proprietario, Thomas e.. si è dimostrato entusiasta del progetto fin dal primo istante! In quel momento ho capito di essere in ballo, sulla strada giusta, felice e vagamente cosciente di essere davvero all’inizio di una grande avventura!

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