15-19 Marzo 2017, Arcipelago 650!

Sono appena rientrata a casa dopo questa bella avventura dell’Arcipelago 650. Per me è durata un po’ di più, dato che al termine della manifestazione ho deciso di fare subito il trasferimento per riportare 659 da Talamone al suo ormeggio abituale a La Spezia, e mi sono goduta una navigazione supplementare a bordo del mio Pogo, anche se in modalità certamente più rilassata!

Mi guardo allo specchio e mi vedo abbronzata come un panda, con il segno bianco degli occhiali da sole attorno agli occhi e le mani scure e un po’ rovinate. Ma soprattutto non riesco a smettere di pensare agli ultimi 10 giorni in cui, tra trasferimenti e regata, ho vissuto su 659.

Infatti, tirando un pochino la cinghia abbiamo deciso di trasformare il nostro Mini in una piccola casetta nei giorni pre e post regata, due materassi, sacchi a pelo e stufetta hanno perfettamente assolto il loro compito!

Talamone si è rivelata una piccola cittadina, stupenda per la posizione arroccata sul mare e per le condizioni ventose che la caratterizzano, silenziosa e abitata unicamente dai pochi che resistono durante la stagione invernale; sono pronta a scommettere che durante l’estate il luogo si trasformerà completamente.

L’impatto con la classe Mini che ha popolato i pontili del Circolo della Vela di Talamone è stato incredibile; nonostante il classico spirito di eccitazione e competizione che si respira prima di una regata, dentro di me è avvenuto in modo naturale il confronto con l’atmosfera che respiravo nelle classi olimpiche; qui alla base di tutto, c’è uno spirito di solidarietà e condivisione profonda dell’esperienza legata alla regata, accanto al risultato finale c’è la soddisfazione di aver completato la navigazione, c’è il tifo sfrenato per l’ultimo che taglia la linea di arrivo e gli applausi e la stima per ognuno.

La regata in sé è stata piuttosto impegnativa. Alla luce degli ultimi aggiornamenti delle previsioni meteo del venerdì mattina, il Comitato di regata ha optato per il percorso antiorario, perciò dopo un piccolo disimpegno dopo la partenza davanti a Talamone, rotta su Capraia passando attraverso il canale di Piombino, quindi rotta su Giannutri e arrivo a Talamone, in seguito però ridotto con l’eliminazione del giro di Giannutri e rotta diretta da Capraia a Talamone lasciando l’Elba a sinistra. Questa scelta, unita alle condizioni di vento debolissimo che abbiamo incontrato per un giorno e mezzo, hanno reso la regata un’unica interminabile bolina! Nonostante l’incertezza del meteo, i migliori hanno preso subito la testa della classifica, sfruttando gli effetti locali dettati dalla costa in un’ ottica prettamente mediterranea. Una volta giunti all’Elba però, l’unico equipaggio francese presente nella flotta ha imposto il suo passo scegliendo una rotta molto più a nord, prendendo quindi un vento meno condizionato dalla Corsica (che ha fatto invece da mega-tappo nella nostra area di regata): ha tagliato la linea di arrivo ore e ore prima di tutti gli altri, approfittando di venti che noi non abbiamo ricevuto!

Credo che per noi il battesimo del fuoco sia stata l’ultima notte. Al passaggio dell’estremo sud orientale dell’Elba che ha costituito un nuovo waypoint dopo l’accorciamento del percorso, abbiamo ricevuto la carezza di 20-25 nodi da sud-est, un’ultima lunga bolina di 33 miglia sotto un cielo nero e nuvoloso saltando giù dalle onde di un mare scuro e impenetrabile. È difficile descrivere la navigazione notturna con vento forte e poche luci; i sensi sono tutti all’erta ma allo stesso tempo la stanchezza comincia a chiedere il conto.. gli occhi ogni tanto si chiudono mentre cercano il conforto dei numeri sullo schermo degli strumenti, la luna rischiara le creste argentate delle onde che si avvicinano alla prua, e ti rendi conto che se non fosse una bolina il tempo da impiegare per raggiungere l’arrivo sarebbe meno della metà!

Abbiamo tagliato la linea di arrivo dopo circa 50 ore di regata, nel primo pomeriggio di domenica, circondati da un mare cristallino, esausti ma contenti: abbiamo messo in saccoccia la nostra prima regata Mini, dopo solo poco più di un mese dal varo!

Per questo e per la grande e grossa pazienza nei miei confronti, ringrazio il mio co-skipper Carlo Diomaiuta, il tuo supporto è stato davvero fondamentale (grazie anche per il cuscus!)

Un grande grazie anche al Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare che mi sta sostenendo in questo progetto, e a Laura Doria per il suo lavoro a terra, dietro le quinte ma sempre presente.

Un saluto a tutti! À bientôt !;)

Photo Credits: Benedetta Pitscheider – pitsfoto.com

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