Il GPI 2017 a bordo di Spot ITA 444

Oggi è una giornata di gran pioggia. Preparo qualche documento, con la testa proiettata verso i lavori da ultimare su 659 prima della 222 Mini Solo di fine mese e mi dico che le ultime settimane non possono passare così inosservate. In fin dei conti fa tutto parte del gioco della vela, anche il ritiro da una regata.

Andando con ordine ma non troppo, l’08 aprile io e Matteo Rusticali siamo arrivati puntuali sulla linea di partenza del Gran Premio d’Italia Mini 650 a bordo di Spot, ITA 444, il bel proto di Matteo, fresco fresco appena sfornato dal cantiere. Spot è un prototipo del ’91 e Matteo è un ragazzo dalle mani d’oro, velaio, allenatore e navigatore, che è riuscito a riportare una barca abbandonata a sé stessa ad uno splendore performante e moderno, lavorando giorno e notte con una profusione di energia incredibile. L’ultima sfida di Matteo è stata quella di progettare e costruire una nuova tuga che rientrasse nelle regole di stazza della Classe Mini, in modo da poter partecipare all’ edizione 2017 della Mini Transat a cui è già iscritto; l’ultima formalità da compiere per poter confermare la partecipazione è concludere una regata durante la stagione 2017.

Quindi, quasi due settimane fa ho raggiunto Matteo per aiutarlo a chiudere i lavori in tempo per il GPI; la nostra idea era quella di partecipare assieme alla regata, con l’obiettivo di ultimare la qualifica di Matteo e di accumulare esperienza testando le modifiche apportate a Spot. Inutile negarlo.. ci siamo trovati davanti ad una quantità assurda di lavori da fare! Rimboccandoci le maniche, grazie anche all’ aiuto degli amici e della fidanzata di Matteo, siamo riusciti a spuntare quasi tutte le voci della lista lavori prima di spostarci a Genova, ovviamente in super ritardo rispetto agli altri ragazzi della flotta Mini. Devo dire comunque che grazie ad una misteriosa dilatazione del tempo ce l’abbiamo fatta (da non dimenticare l’aiuto di Roberto, Alessandro, Federico.. Ésprit Mini rulez, grazie!).

Lunedì 10 aprile verso le 04.00 del mattino eravamo al largo della costa ovest della Corsica e navigavamo piuttosto tranquilli di bolina, sulla nostra prua le luci lontane del Pogo3 Costruction du Belon e del Pogo2 Koati, nel cielo una luna piena luminosissima e bianca, quando all’ improvviso un botto fortissimo ha scosso la barca. Ci siamo accorti che la sartia alta di sinistra si era allungata in modo innaturale senza però cedere del tutto. Dovendo aspettare la mattina per avere una visione più chiara del danno e per la sicurezza nostra e della barca, è stato inevitabile decidere di ritirarci. Abbiamo raggiunto Genova dopo circa 40 ore, con la randa issata con la terza mano e la tormentina per non insistere sulla parte alta dell’albero (Una disperazione! Ci spostavamo all’ eccitante velocità di 2 nodi). Avendo consegnato i telefoni prima della partenza (come da regolamento Mini) non abbiamo potuto avvertire nessuno dell’accaduto all’ infuori della barca appoggio che abbiamo raggiunto via VHF; in questi casi è davvero un limite non avere a bordo uno strumento per mettersi in contatto con i propri cari che davanti allo schermo di un computer impazziscono per interpretare un’inversione di rotta.

Siamo rimasti ovviamente delusi per aver dovuto concludere il nostro GPI così presto, ma ci sono un sacco di cose più belle e utili da ricordare grazie alle quali lo spazio per il rammarico è ridotto e limitato.

Innanzi tutto abbiamo trasformato il guscio vuoto di uno scafo in una barca vera in tempo record, con tutta la sua attrezzatura di coperta e l’impianto elettrico ripassato da zero: lavori eseguiti a regola d’arte che non ci hanno dato assolutamente problemi in navigazione (lo dico se per caso qualcuno avesse pensato che la fretta è stata cattiva consigliera..!).

Abbiamo navigato in testa alla flotta fino al momento del ritiro, la barca è ben settata e la nuova tuga le dona un comfort che a detta di Matteo non ha mai avuto prima (certo niente a che vedere con i Pogo2!).

La navigazione è stata serena e collaborativa; per quanto mi riguarda ho imparato tanto da Matteo e da Spot, dalle scelte di armo di coperta alla navigazione, e per questo li ringrazio.

E oltre alla regata ci sono state distese enormi di velelle che scricchiolavano sotto lo scafo al nostro passaggio, delfini, pesci luna, buchi di vento mostruosi, luna piena, albe rosate, balene sbuffanti, merende a salame e formaggio, SSB accesa sulla frequenza di Radio Freccia in mezzo al mar Ligure, l’accoglienza di Vittoria e Mattia una volta giunti a terra.

Per la qualifica di Matteo c’è ancora a disposizione la 222 Mini Solo del 28 aprile, regata a cui parteciperò anch’io con 659, sarà la mia prima solitaria! Ai ragazzi che hanno concluso il GPI faccio i miei più grandi complimenti, è stata una regata davvero difficile, lunga ed estenuante.. e il tempo limite per l’arrivo della flotta dopo il primo non ha reso giustizia a coloro che sono rimasti un po’ più indietro, portando a termine il percorso seppure fuori tempo massimo.

Grazie a chi mi segue e mi aiuta in questa bella avventura, senza di voi sarebbe tutto davvero difficile!!

NEXT STOP: Genova Aeroporto – 222 Mini Solo!

Photo Credits: Benedetta Pitscheider – pitsfoto.com

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